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venerdì 17 marzo 2017

Mostra Urban Escapes . Dreaming of Nature , Spazio Phillip Lim Londra

UrbanEscapes2017@AllRightsReserved

AsefGamHacohen2017@AllRightsReserved
Mostra dedicata ai nuovi talenti del panorama contemporaneo internazionale, intitolata Urban Escapes . Dreaming of Nature, quella che si inaugura a Londra, Giovedì 30 Marzo alle 18, presso lo Spazio del noto stilista Phillip Lim in Pelham Street. Tema dell'esposizione quegli spazi urbani a verde o appartati in cui ritagliare un benefico respiro. In scena, per questa prima edizione, le opere di tre giovani emergenti Asaf Gam Hacohen, Alessandra Rehder e Alexander James.   https://www.facebook.com/events/650720048462409/?ti=icl

AlessandraRehder2017@AllRightsReserved


Introduzione al catalogo . I Paesaggi Urbani della Nostra Anima


Condividere uno spazio naturale ad intermezzo di un'area urbana, o godere di questa atmosfera naturale in solitario, implicano entrambe le esperienze una significativa immersione non solo nell' elemento Natura, ma anche nel nostro io più profondo. Ed e' esattamente quello che capita osservando le opere di questa mostra collettiva. La si potrebbe descrivere come una lenta, ascesa spirituale, che segue i fruscii di culture orientali, attraverso le sonorità interiori della contemplazione e della meditazione. Una lievitazione della nostra anima, immersa nei rumori della città e in sincrono nel cinguettio di un giardino appartato, come due colonne sonore sovrapposte, all'apparenza cacofoniche, che creino invece una sinfonia perfetta. E' un capire chi siamo nel nostro tempo e spazio urbano. Interessante e' notare come la parola atmosfera, che molto io credo spieghi il contesto di questo progetto artistico, abbia una radice greca e derivi da atmos aria, ma anche vapore e sfera. Un'ampolla di spazio ambientale, ritagliata in un area urbana, quindi, di cui condivide i fattori atmosferici e certamente non solo climatici, ma anche umorali. Un gioco di riflessi prismatici, che si contaminano tra loro, in uno scambio di aria neve, acqua vento, pioggia luce, partecipando di un'energia comune, urbana e naturale germinante di vita. Se potessimo riprendere questi luoghi dall'alto, planando con un piccolo aereo in diverse città del mondo, essi apparirebbero ai nostri occhi come cubi verdi o policromatici. Avessimo la possibilità di estrapolarli dal contesto ed osservarli nella sintesi geometrica, ne coglieremmo, pur estratti da contesti diversi, quel tratto comune che li rende, nell'umano vivere, degli spazi universali d'ossigeno, di fuga e di pace. In questi contesti urbani ed extra-urbani insieme, la mente si risveglia, creando una stretta connessione tra noi e la nostra energia spirituale. Un' illuminazione dei sensi dunque, che ci spinge tra le innervature cubiste delle città di Asaf Gam Hacohen, in bilico sfumato tra esistenza e sospensione (cessation), che con le sue opere fluidics assorbe tutta la drammaticità della nostra epoca, immersa e bombardata da informazioni spesso difficili da comprendere, assimilare o filtrare. Così nelle sue opere si realizza la sublimazione (sublimation of the urge to destroy,) in un incalzante processo di scomposizione e ricomposizione di immagini. Sembra, in questi lavori, di assistere allo smembramento delle nostre quotidiane percezioni in milioni di pixel, che si moltiplicano, modificano e ricompongono in un incessante processo di metamorfosi. Tra il luminescente fogliame delle visioni di Alessandra Rehder dove the eyes are the windows of the soul, vive un itinerario fortemente introspettivo. Così anche negli sguardi degli intensi ritratti infantili , che si muovono nel ludico, drammatico gioco della vita, di un'infanzia che sa ricreare il suo piccolo mondo fantastico su di un lurido marciapiede o tra grandi tubi in logoro cemento. Con i suoi mixed media Alexander James ci accompagna tra gli stretti passaggi lasciati nei suoi home bounds, spazi urbani domestici, che tra tratti pittorici e strappi di materia, si racconta in modo convulso e febbrile, attraverso i colori, tutta l'urgenza di comunicare il proprio stato d'animo, qui, ora. Sono quelli esposti in questa mostra, dunque, anche quadri su angoli della città privati, intimi, in cui rifugiarsi e confrontare le proprie ansie, gioie, paure. Secondo la visione orientale la sofferenza accomuna tutta l'umanità e dunque i mezzi attraverso cui l'uomo moderno cerca di attenuare in qualche modo il male di vivere seguono percorsi comuni, indipendentemente dalla posizione geografica in cui essi prendano forma. La Natura ha da sempre svolto un ruolo fortemente consolatorio per le pene dell'uomo. In essa ognuno di noi cerca conforto ed anche la sua Verità. Respirare la Natura significa immergervisi completamente ed in questo abbandono di noi stessi e dei nostri sensi, lasciare spazio a tutto quell'Altro che può riempire il nostro Io ed anche dare le risposte alle domande che ci poniamo. Chi siamo? Dove andiamo? L'elemento naturale ci aiuta a ritrovare adesione con noi stessi e col senso profondo di essere e non solo di esistere. Bisogna, secondo gli orientalisti, affidarsi al senso reale delle cose e non a quello temporaneo. Non stupisce dunque che l'uomo ne abbia ricreato l'eco anche negli spazi urbani in cui si trova a vivere ed operare. Si dice che "Gli alberi sono le colonne del cielo, se cadono loro ci cadrebbe addosso un pezzo di cielo" , allo stesso modo potremmo dire che, se togliessimo l'elemento naturale dalle nostre vite, non ci resterebbe che una serie di caselle ibride in cui morire, glorificando il nostro ego e dimenticando noi stessi. Senza Natura non esistiamo, anche se l'uomo contemporaneo a tratti, nella costruzione dei suoi orizzonti urbani, ha creduto che ciò fosse possibile e di poterne, in qualche modo, fare a meno. Jeon Kwan monaca buddista coreana dice che si deve evitare di ostacolare noi stessi e diventare schiavi dell'ambiente in cui si vive, ma invece e' bene dominare i fenomeni e l'atmosfera che ci circonda, verso la massima espressività, che e' principalmente sinonimo di libertà individuale. Ed e' proprio quest'ultima che magicamente si trova negli Urban Escapes presentati oggi. Guardando dunque alle opere di questi tre giovani artisti emergenti , non posso che sentire un rimando ai lavori di Rothko con le sue finestre sbarrate, pigmentate da pennellate spesse, in cui sapeva spalancare alla nostra vista la potenza dell'eterno. Allo stesso modo, nell'ultima fase della sua vita Mondrian sembrava voler frantumare i margini della tela stessa, travolgendo con la sua Arte gli spazi domestici della sua quotidianità, l'intero atelier, verso una irresistibile tridimensionalità senza limiti, in grado di contaminare una città o come lui stesso auspicava tutto il globo. Asef, Alessandra e Alexander , marcano, seppur con linguaggi diversi, in modo significativo il loro territorio di fuga, squadrando con segno netto, nero, come si conviene ad una precisa linea di demarcazione, ciò che c'è aldiqua e aldilà della barricata. Di qua la vita urbana , reale di tutti i giorni con le sue contaminazioni e le sue ferite, di la' la creazione artistica e la libertà espressiva naturale, al centro l'ignoto ed i quesiti senza risposta. E' questa una mostra che parla il linguaggio universale e poliglotta delle nuove generazioni, energia dinamica di in un'arte trasformista, che e' scatto fotografico, mix media o tecnica mista . Ma e' anche uno spazio mentale per immagini, in cui aria d'oriente e hip si fondono, attraverso le creazioni di Philip Lim contaminando questi lavori. Una stereofonia in fotogrammi che diventa arte nell'arte, e sa raccontare candidamente l' umore di una contemporaneità senza limiti o interruzioni, in equilibrio tra paesaggi urbani, che disegnano la linea dei nostri orizzonti interiori.









Michela Papavassiliou



AlexanderJames2017@AllRightsReserved

mercoledì 15 marzo 2017

Il Primo Kandinskij al Mudec di Milano


Quarantanove opere quelle in mostra al Mudec di Milano. Un Kandinskij folgorante ed inedito raccontato nel primo periodo della sua produzione, cosidetto "del genio", da fine '800 al 1921, preludio della sua personale via verso l'astrazione. Un percorso espositivo che spiega, attraverso 85 icone, arti decorative russe tradizionali e stampe popolari, la matrice culturale del grande artista. I disegni e i quadri provengono dai piu' importanti musei internazionali, quali l'Ermitage di San Pietroburgo e il Prado di Madrid. Completano l'allestimento interessanti elaborazioni Mix Media. Da Vedere. MP Dal 15 Marzo al 9 Luglio 2017. Mudec Milano

KandinskijMudec2017@AllRightsReserved


Mosca nel complesso della sua vita interiore ed esteriore è stata il punto di partenza delle mie ispirazioni di pittore, è stata il mio diapason...








KandinskijMudec2017@AllRightsReserved