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martedì 20 settembre 2016

Opéra de Paris . Dove l'Arte Respira Internazionalita'



Edilia Ganz Fedora's Director

Se la Scala di Milano è il cuore pulsante della citta' l'Opèra de Paris ne è la sua anima speculare. Siamo accolti in questo tempio della musica, grazie alla nostra inviata Alberica Ferraris, dalla direttrice di Fedora, Edilia Ganz, tedesca di nascita, donna appassionata ed intelligente che, attraverso progetti di grande levatura culturale, contribuisce al profilo internazionale di questo splendido teatro. Un palazzo sontuoso risalente al 1861 su progetto del giovane e geniale architetto Charles Garnier, gia' progettista in Italia, durante un suo soggiorno a Bordighera, della chiesa di Terrasanta poi diventato Municipio. Un aneddoto interessante: il giorno dell'inaugurazione dell'Opéra, avvenuta nel 1875, Garnier  non fu invitato per dissidi con la committenza, l'imperatore Napoleone III e si presentò ugualmente, osannato da un pubblico ammirato. Da allora questo luogo parigino dedicato alla musica, nato col nome di  Teatro dell'Accademia Imperiale viene chiamato universalmente Palais Garnier. Entriamo dall'ala dedicata agli addetti ai lavori ed inaspettatamente, attraverso ripide scale ci troviamo sotto la citta'. Quattro piani sopra di noi il palcoscenico, davanti ai nostri occhi un lago d'acqua che, ci spiega la dottoressa Ganz fu inizialmente pensato per essere prosciugato e finì invece per essere mantenuto intatto nei secoli come prezioso contrappeso alla leggerezza della struttura centrale, in contrasto con gli spessi muri perimetrali. Poco oltre una fila di grandi ruote in legno originale, ed oggi in disuso, raccontano di sipari manuali a scomparsa e di immense fatiche da backstage. Ai piani superiori i laboratori di sartoria, fucina dei costumi di scena con macchine da cucire al lavoro, ampie vetrate sulla citta' ed uffici con personale giovane e dinamico all'opera. Entriamo da una porticina laterale nel foyer , il contrasto incanta. Stucchi dorati ampi spazi pavimenti finemente intarsiari e statue richiamanti personaggi della mitologia greca, busti in bronzo dorato, cherubini e ninfee giochi prospettici decorazioni liberty e spazi studiati per sbalordire il visitatore immergendolo in un mondo a parte. Nel teatro l'eterea e policromatica cupola dipinta da Chagall nel 1964, l'immenso lampadario centrale del peso di sei tonnellate, le balconate dai rossi velluti, cristalli di luce ed oro. Imperdibili gli scorci sui tetti parigini e gli ampi viali, la biblioteca dai preziosi volumi, i bozzetti di mitiche scenografie passate e la collezione di costumi d'epoca. In una visita a Parigi sicuramente un'esperienza da non perdere per gli amanti dell'Arte. MP 


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