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martedì 14 giugno 2016

Ios e il suo Riflesso


C'e' un grande teatro ad Ios ,che rimanda a quelli antichi, forma un ferro di cavallo rivolto verso il mare aperto. A pochi chilometri da questo promontorio dedicato al poeta Odisseo Elytis una zona archeologica a cielo aperto,  che dall'alto ricorda le rovine di un insediamento Incas. In questi due luoghi e nelle remote scogliere a nord fustigate da venti continui, ho sentito l'anima di quest'isola. E' una terra che non conquista subito come altre poco lontane, da Santorini a Paros, Mykonos o Delos. Aspra, a tratti cupa, e' dotata di un'aura austera e sacra, che parla di stratificazioni storiche, di pelli bruciate, di antichi aratri solcanti una terra difficile, di ovili interrati riparo per rade capre. Una per ogni giorno dell'anno sono le 365 chiesette propiziatorie di aiuti divini. I paesi arroccati tra le rocce, con le fughe delle mulattiere frangivento e le case in pietra dipinte di bianco, hanno finestre spalancate su un mare trasparente e a perdita d'occhio. Sabbia luce ed acqua sono al contatto leggere, quasi eteree. Qui, come in pochi altri posti ho visto, gli isolani danno corpo alla loro terra, le assomigliano ed in essa si riflettono. MP