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venerdì 25 marzo 2016

Mondrian e Rothko . La Linea e l'Assoluto

Mondrian

Mondrian nel suo studio

Mondrian amava autoritrarsi con colori brillanti, di rossi, blu e gialli, incorniciando coi suoi neri marcati e precisi tutto quel resto che stava intorno a lui. Rothko con le sue finestre sbarrate, pigmentate da pennellate spesse, sapeva spalancare alla nostra vista la potenza dell'eterno. Fedeli alla loro ricerca formale, che porta sempre altrove, all'esplorazione dell'Ignoto erano entrambi calamitati dall'attrazione fatale x la Linea, fosse questa sottile, multipla, spessa o inglobante ogni colore possibile.   Nell'ultima fase della sua vita Mondrian sembrava voler frantumare i margini della tela stessa, travolgendo con la sua Arte gli spazi domestici della sua quotidianita', l'intero atelier. La sua ricerca puntava in quel momento verso una irresistibile tridimensionalità senza limiti, in grado di contaminare una città o come lui stesso auspicava tutto il globo. Rothko alla fine della sua esistenza, conclusasi tragicamente in un suicidio, conquistava coi suoi quadri inchiostro e blu quel Silenzio dello Spirito ambito e ricercato per tutta la vita, dove l'uomo contemporaneo poteva allontanarsi dai rumori di ogni giorno e trovare un luogo ideale in cui crescere, germogliare ed anche morire. Entrambi in colonne senza cielo ed orizzonti senza paesaggi sapevano rappresentare magistralmente e con disarmante semplicita', rappresentare le nostre vite e l' ultraterreno senza soluzione di continuità. MP 


Rothko


Rothko