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martedì 29 marzo 2016

La Scultura A Revés nel Pensiero di Roberto Barni



RobertoBarni@CourtesyGalleriaPoggialieForconi

C'è un punto preciso, al centro del Cerchio dove Ironia Angoscia Plasticità e Forza si incontrano, lì c'è la misticità scultorea di Roberto Barni. Classe 1939, pittore e scultore pistoiese, Barni è senza dubbio una delle figure più significative del nostro panorama artistico contemporaneo. Ho avuto la fortuna di conoscerlo a Firenze dove lo incontrai per coinvolgerlo in una collettiva di cui ero curatrice. Mi colpì il suo sguardo vivo e penetrante, la sua verve, la sua simpatia, che pareva sgorgare come un ruscello fresco di montagna dalla sua folta chioma, dalle spesse ed indomabili sopracciglia e dal suo essere intero in piedi eretto di fronte a me, come una delle sue immagini scultoree, lì ad occupare uno spazio, quello di una piccola galleria, troppo minuscolo per poter contenere tutta la sua personalità. Sostava sorridendomi accanto ad una delle sue memorabili sagome multiple a sostegno di grandi dischi circolari. Mi sentii  come sospesa insieme a lui, in un attimo immobile, percependo il lento flusso un pò distante ed ovattato della vita intorno a noi. Sono questi i momenti estatici in cui il mio spirito sorride di una beatitudine assoluta e mi fa amare tanto l'Arte. Ed ora con Derecho A Revés ritroviamo quel tratto noto di un Barni in grado di scorticare il corpo umano quel tanto che basta per poter intuire visivamente vene, arterie, muscoli e sistemi sanguigni. Un autoritratto d'artista in apparenza senza direzione eppur orientato ovunque, in cui la testa è in grado di compiere un giro di 360 gradi, come fosse la cosa più naturale. L' umanita' di Roberto Barni vive la stabilità di due piedi ben piantati a terra su di un mare di sabbie mobili, lo sguardo delle sue figure lacera il nostro sguardo, un urlo silente in uno spazio ancor più muto. Osservare le sagome barniane e' un pò come  ascoltare introspettivamente il fluire delle nostre idee, microchips cerebrali che rimandano ad un gioco di specchi senza fine, sentire il nostro essere uomini in questo ed altri mondi, nelle nostre menti ed osservare con lo stupore della prima volta i nostri pensieri che lievitano fuori di esse. Una mostra dunque questa, alla Galleria Marlborough di Madrid e promossa dalla Galleria Poggiali e Forconi di Firenze da non perdere. MP                                                                          


RobertoBarni2016@CourtesyMarlboroughGallery