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sabato 13 settembre 2014

MIlano e il Mondo dell'Arte piangono un Grande Artista . PETROS

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Il mondo dell'Arte è in lutto per la scomparsa del Maestro PETROS Papavassiliou, avvenuta venerdì 12 Settembre 2014 a Milano. Petros è stato il più giovane dei surrealisti astratti, insieme a Max Ernst, Victor Brauner, Sebastian Matta, appartenenti alla scuderia del gallerista Alexander Iolas già scopritore di Salvador Dalì, de Chirico e Magritte. Una delle figure di primo piano dell'arte contemporanea greca e internazionale, in Italia dal 1958 e a Milano dal 1961, è considerato tra i maggiori pittori greci contemporanei. Ateniese di nascita e milanese di adozione, dopo aver ottenuto la cattedra di incisione al Politecnico di Atene e aver vinto un concorso internazionale, decide di trasferirsi definitivamente in Italia. Significativi i riconoscimenti a lui tributati, quali Secondo Premio, alla Biennale di Alessandria d'Egitto 1959, Primo Premio III Biennale di Montecarlo Principato di Monaco 1974, Grande Medaglia UNESCO Parigi e Accademico Tiberina Roma 1977, Gran Premio Xenios Zeus miglior artista greco all'estero, conferito in occasione delle Olimpiadi di Atene 2004 con il musicista Theodorakis, Premio d'Onore II Biennale Internazionale d'Arte di Malta 1991. Numerose le mostre in tutto il mondo. Critici autorevoli come Raffaele Carrieri, Marco Valsecchi, Luigi Carluccio, Vanni Scheiwiller, Roberto Sanesi, Vittorio Sgarbi gli hanno dedicato parole rilevanti. Importante l'amicizia e la collaborazione artistica con il poeta greco Giannis Ritsos e con il premio Nobel Odisseo Elytis. Dopo un primo periodo definito "meccanico" dove congegni e macchinari rappresentavano l'aggressività del progresso tecnologico affascinante e divoratrice, la pittura di Petros si orienterà negli anni successivi verso una fluidità materica sempre in evoluzione. Nella serie dei lavori dedicati ai filosofi presocratici, nella morbidezza delle "Sirene Cosmiche" e nelle opere dedicate a de Chirico, si indaga magistralmente il mistero dell'esistenza umana e con le "Entelechie" se ne ricerca il seme originale. Così la nascita, lo sviluppo e la capacità di trasformazione, di deformazione fino alla mortalità o alla trasfigurazione, sono affrontate con la consapevolezza di un uso del colore in grado di esaltare in modo emblematico il segno. "Io dipingo quello che non si vede, che non c'è in natura. Il cuore di una farfalla, un pezzo di spazio, il fondo degli abissi."una delle sue frasi più celebri. Petros è stato dunque non solo poeta nel tratto, ma anche nella parola quando dice "Dammi il nero, ti darò il bianco pensiero e il pericolo della visione". Sue opere sono presenti in diversi spazi museali in Italia e a lui sono dedicati i musei di Tsepelovo e di Mykonos in Grecia, paesi che certamente perdono oggi un personaggio che fa parte della storia italo ellenica. Il Maestro sarà tumulato ad Ossuccio sul lago di Como dove era solito ritirarsi a creare nel suo studio durante i mesi estivi presso il Sacro Monte della Madonna del Soccorso .