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sabato 16 novembre 2019

Photo Vogue Festival . Quando la Moda incontra la Contemporaneita’



Courtesy Inez&Vinoodh Photo Vogue Festival
Tra gli appuntamenti imperdibili in questi giorni a Milano, la Quarta Edizione del Photo Vogue Festival. Una kermesse dedicata alla Fotografia, alla Moda, all’Arte ed alla nostra Contemporaneità . Così tra Stile, Glamour, Scatti d’Autore e Avanguardia, si possono ascoltare personaggi interessanti  e competenti interrogarsi sui temi del nostro tempo, tra Sostenibilità ed Inclusione, Social Media e Futuro. Entrata libera dunque ad Esibizioni, Talks ed a un Portfolio Review tutto da vedere. Sotto i riflettori il mondo poliglotta di fotografi selezionati dal canale Vogue Photo, in un percorso artistico e culturale volto a valorizzare le diversità. Per gli amanti della Video Art e Social Media spazi dedicati. Ci interrogheremo insieme su come il mondo Digital e Social abbia profondamente modificato il nostro modo di Comunicare e di fare Arte. Partecipare è Vivere il Nostro Tempo. Michela Papavassiliou                                                                                  
dal 14 al 17 Novembre                                                         

giovedì 7 novembre 2019

L‘Intuizione e l‘Arte per Philippe Daverio

Se c‘e‘ un personaggio che riesce a vivere con adesione ed ironia il suo tempo quello e‘ senza dubbio Philippe Daverio. La nostra conoscenza risale al 1975 quando giovane gallerista inauguro’ la mitica Galleria in Montenapoleone 6. Ricordo che si scendevano delle strette scalette affollate da tutti i personaggi che all’epoca creavano la Milano piu’ interessante e viva che si potesse immaginare. Vi andai con mio padre Petros pittore surrealista che con Daverio era legato da reciproca stima e dalla comune amicizia con il gallerista Alexander Jolas, gia’ scopritore, oltre che di mio papa‘, di Salvator Dali, Andy Warhol e Sebastian Matta. Lo incontro nell‘avveneristica sede di  Iqos, ex Fondazione Mazzotta, invitata dalla brillante organizzatrice dell‘evento Caterina Mocenni Folonari, in un‘intervista realizzata da Alessandra Borghese dal titolo _Quanto l’eredita’ storica puo’ stimolare il futuro _davanti ad un numeroso pubblico. La cultura, dice Philippe con  sagacia e‘sicuramente qualcosa a cui vale la pena dedicare un po‘ del nostro tempo. Classe 1949, alsaziano doc, Daverio traccia una mappatura non solo europea ma globale della nostra contemporaneita‘, tratta dall‘esperienza passata e vicina di innumerevoli itinerari ed incontri. Sorride ricordando un suo recente viaggio fuori Shangai in compagnia di un magnate cinese, che scortato da una fila di macchine diplomatiche lo invita nella sua tenuta che Philippe definisce barocca. Inorridito alla vista ed al tatto dai mobili che arredano questa dimora, non nasconde, come consuetudine del suo carattere vivace e diretto, di avere esternato anche al padrone di casa le sue riflessioni in fatto di eleganza e stile. Daverio e‘ sicuramente una persona colta dotata del terzo occhio della creazione. Philippe sa tracciare con mirabile arte oratoria il Bello, di un‘esistenza piena che trasuda  l‘amore puro per l‘arte di vivere. La sua implacabile curiosita‘ lo porta di continuo a  scoprire le piu‘ singolari bizzarrie. La passione poi per la  buona cucina e‘ un campo in cui Daverio lascia il suo animo poetico allo stato libero_Sapete come e‘ nato il risotto alla milanese? _Chiede ad una platea divertita. _ Ebbene quando si stava costruendo il Duomo di Milano lo zafferano, spezia pregiatissima gia‘ all‘epoca, che veniva usato per tingere di giallo le vetrate, venne utilizzato in modo goliardico per colorare un piatto di riso dei lavoranti allora impegnati nella cattedrale. _Si illumina quando in privato parliamo delle sue mitiche omelettes o della ricetta in cui il foie gras viene leggermente dorato in padella. Conclude, in questa piacevole chiacchierata, sottolineando quanto l‘Intuizione sia elemento fondamentale per la creazione artistica in tutte le sue forme, dalla pittura alla letteratura, dall‘architettura al design, all‘arte culinaria. Ascoltandolo mi viene in mente un solo aggettivo ogni volta che si presenta l‘occasione di incontrarlo: Imperdibile. Michela Papavassiliou

Michela Papavassiliou e Philippe Daverio @Vitapicta2019

martedì 1 ottobre 2019

Il Mondo Sospeso di De Chirico a Palazzo Reale di Milano

Giorgio De Chirico Palazzo Reale di Milano@Vitapicta2019
I più famosi musei del mondo dalla Tate di Londra, al Centre Pompidou parigino  al Metropolitan di New York, ma anche alcune delle collezioni private e pubbliche più importanti, offrono al pubblico milanese, in questi giorni, oltre cento opere di De Chirico in mostra a Palazzo Reale. Dalle pitture dedicate ai temi mitologici, dagli iconici manichini, alle splendide piazze vuote con treni sbuffanti all'orizzonte, fino al ritratto della madre. Interessanti gli studi ed il modello della fontana Bagni Misteriosi, che a Milano si può ammirare nella sua realizzazione alla Triennale. Ironici i sogni surreali realizzati nella camera dell'artista, intensi gli autoritratti a tratti mercuriali, tra i colori freddi di gradazioni grigie che ben rendono le tensioni interiori del maestro. 
Un percorso onirico metafisico, certamente rivoluzionario per l'epoca ed imperdibile per noi oggi.
Ricordo quando mio padre Petros, che di De Chirico era amico e collega, realizzò la stampa del catalogo per la mostra che fece negli anni '70 sempre a Palazzo Reale. Mia madre Pea Gatta storica dell'arte, con cui ho avuto la gioia di vistare la mostra, lo descrive come un uomo schivo dagli occhi penetranti e accesi. 
L'esposizione a cura di Luca Massimo Barbero è sicuramente una tappa da non perdere nel ricco calendario di proposte legate all'Arte che Milano offre in questo periodo. 
                                                                                             Michela Papavassiliou

Fino al 31 Dicembre
Palazzo Reale di Milano

Ritratto Madre di Giorgio De Chirico @Vitapicta2019
Ritratto Madre di Giorgio De Chirico particolare@Vitapicta2019
                                       Autoritratto di Giorgio De Chirico @Vitapicta2019


         Autoritratto di Giorgio De Chirico @Vitapicta2019


giovedì 23 maggio 2019

Adrian Balseca alla Galleria Madragoa

@BalsecaGalleriaMandragoa2019


La Galleria Madragoa di Lisbona è come un piccolo, ma incisivo pensiero, che sedimenta piano. Ci accoglie il gallerista Matteo Consonni. Nello spazio, in questi giorni, le opere sonore del giovane artista ecuadoregno Adrian Balseca, nato a Quito nel 1989. Antichi compressori cilindrici in profumato legno d'eucalipto, legati con cinghie strette a vecchie radio accese, danno il titolo all'installazione The Unbalanced Land. Sono creazioni che rimandano a luoghi lontani, come l'Isola di Santay in Ecuador, meta dell'esodo storico da parte di molti italiani provenienti da Lima. Si percepisce, in queste opere e attraverso le vecchie radio recuperate dall'oblio, tutta l'atmosfera dei progetti coloniali ottocenteschi, di missioni apparentemente volte a civilizzare gli indigeni locali, attraverso la loro spietata oppressione. Al centro della scena quella decantata modernitaà europea traslata ai confini del mondo,  che oggi Balseca racconta  in tutta la sua drammaticità.  Cacofoniche sono le onde prodotte dalle visioni artistiche dell'artista che incide anche con righe parallele precise, quasi sanguinanti come una stigmate, sulla superficie lignea. Sono suoni a tratti melodici, quelli che fuoriescono in perpetuo dalle opere,frutto della collaborazione sinergica tra Adrian ed il pianista electronic music designer Daniel Mansero, classe 1983, che ha  mixato le sue composizioni coi rumori atmosferici dell'isola. La mostra prosegue con fotografie e proiezioni del luogo, sature del legame stretto tra la popolazione dell'isola e la prorompente vegetazione amazzonica circostante. Ma sono anche scatti che parlano di una gestualità quotidiana carica di fatiche e significati. In questo microcosmo appartato e ancestrale, lavoratori immersi fino alle ginocchia nel fango realizzano su grandi griglie di legno, riproposte in mostra, imperfetti mattoni d'argilla. 
Il rischio e' di rimanere imbrigliati nella melma, come catturati sono i nostri sensi, in questa scena dal sapore apocalittico. 
Da Vedere. Michela Papavassiliou 
Galleria Madragoa 
Rua do Machadinho 45  
Lisbona 
fino al 20 Luglio 2019

Lisbona tra Scorci e Sorprese



Lisbona@Vitapicta2019
Lisbona e' una città che accende. Luminosa, aperta, il suo affaccio sul mare sembra un abbraccio allegro di una persona cara. Ero arrabbiata con questa citta' per tutte le scale, che ti fa fare, per le discese e le risalite. Avevo intenzione di dire, in un momento di massima stanchezza, dopo ore che la perlustravo senza sosta, che sono itinerari guadagnati a fatica, per il 90% dei casi destinati a non portano a niente. Ma non e' cosi. Anche se sudata e senza fiato, col sole a picco in testa, arrivi in un vicolo cieco, questo spazio di mondo sa conquistarti, coi suoi scorci sottotono o con l'eco delle sue sorprese. Una splendida finestra abbandonata dall'uomo e ripopolata dalla natura o un semplice murales contornato di poster lacerati o ancora con una vecchia insegna da barbiere in disuso, sono in grado di fermare il passo al più spedito dei visitatori. Pensavo che gli spettacoli del fado, canto portoghese per eccellenza, fossero cose da turisti, invece sanno muovere le corde del sentimento. Lisbona, che dalla barca a vela osservi cosi fitta e policromatica nelle migliaia di piccole case, palazzi, chiese e terrazze open view. Tra le strade che scivolano verso il mare o si arrampicano su per la collina, qualsiasi direzione tu voglia prendere e' una di quelle città che stimola la joy de vivre latente in ognuno di noi. Ho avuto la fortuna di visitarla avendo mia figlia Bica che parla portoghese e mi ha aiutato a coglierne l'anima più nascosta. Osservo gli edifici antichi dal sapore vagamente parigino e mi colgo a fantasticare la ristrutturazione di una piccola mansarda appesa sui tetti, forse è perché devo ripartire e già so che vorrei ritornare. Da non perdere. Michela Papavassiliou













Matteo Bosco . La Pietra e' Tempo allo Stato Solido

MatteoBosco@GalleriaFumagalli2019


Conosco lo scultore Matteo Bosco alla sua personale nello Spazio Antonini, dinastia di gioiellieri milanesi oggi rappresentati dal brillante Sergio Antonini. L'artista mi confessa di essere cresciuto, fin da bambino, con un'opera di mio padre Petros appesa in casa sua ed è per me un'emozione ,sentire oggi che mio papa' non c'e' piu', il modo lieve in cui Matteo descive l'opera:"di verdi e d'azzurri, piena di pupille che ti guardano". Cosi, nel miracolo dell'Arte, nasce il nostro primo incontro. E' la Galleria Fumagalli a raccontarci il sodalizio con l'artista, le cui creazioni, poche settimane prima, abbiamo avuto modo di vedere al Miart. "Io abito la pietra" dice Bosco con tono grave, come se fosse questo il frutto di una chiamata a cui non non ha potuto che rispondere, attraveso il lento travaglio della creazione artistica.  E' una scultura dell'assenza quella di Bosco, dove le parole rimangono intrappolate nella materia, per disperdersi poi nell'etere in un' afonia carica di valenze introspettive. "La Pietra è Tempo allo stato solido" dice Matteo che è artista e filosofo. Tempo e Spazio sembrano giocare  con l'opera d'Arte, battagliando anche, come la luce, che su di essa si posa, rifrange, infine, nelle ombre della notte, vibra e scompare. Michela Papavassiliou       
Spazio Antonini
Palazzo Borromeo 
Milano 

venerdì 17 maggio 2019

Orticola 2019 tra Architetture Verdi e Atmosfere Corallo

Orticola2019@Vitapicta
Orticola2019@Vitapicta


Un Opening affollatissimo e policromatico quello di ieri per la Mostra Mercato di Fiori & Piante Orticola 2019. Dress Code il Color Corallo che ha tinto di tutte le sfumature di rosa-arancio possibili le entusiaste ospiti. Impeccabile ed indaffarato, tra i centinaia di ospiti, il Presidente Gianluca Brivio Sforza nel suo completo blu elettrico. Cappellini sempre più fantasiosi per questa Ascot Milanese che cresce nel panorama degli eventi cittadini. Tra i tanti vivaisti di primo piano intervistiamo Saskia Pellion di Persiano esperta di rose e figlia di Anna Peyron. "Le piante mi parlano ed io mi fermo e le ascolto, semplicemente" dice mentre gli occhi le brillano "in questi giorni di maggio dove abbiamo avuto un freddo autunnale temevo molto per loro, ma hanno reagito bene, come queste clematis verdi che amo molto e non sono così consuete da trovare". 
Si distinguono l'installazione dell'Architetto Giovanni Sacchi e della green designer Gheo Clavarino che firma il concept dell'opera per Luini12 e le preziose proposte di Susanna Magistretti dal suo Progetto Cascina Bollate realizzato nel Carcere di Bollate. 
Fortunatamente l'esposizione si apre in una giornata soleggiata e tra piante rare, carnivore, bulbi introvabili, rododendri, erbe aromatiche, un tripudio di fiori, un aperitivo e tanta musica dal vivo, difficile è non perdere la cognizione del tempo. 
Da non mancare MP 

da Giovedi a Domenica 19 Maggio 2019
Giardini Pubblici Indro Montanelli
Via Manin Milano

Orticola2019@Vitapicta
GiovanniSachiGheoClavarino@Luini12



Orticola2019@Vitapicta